Mai sottovalutare le aritmie!

“Le aritmie nei cardiopatici congeniti adulti - spiega il dottor Alessandro Giamberti, responsabile dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia delle Patologie congenite all’IRCCS Policlinico San Donato - rappresentano un problema crescente e di difficile gestione. Rappresentano la prima causa di ospedalizzazione per questi pazienti affetti da cardiopatia congenita che hanno raggiunto l’età adulta e possono costituire la prima causa di morte improvvisa, e sicuramente una delle principali cause di disturbo clinico, per questa popolazione di pazienti”.

“La prima scelta terapeutica - continua - è sicuramente la terapia medica e, in seconda battuta, il trattamento attraverso ablazioni con approccio transcatetere. Per quei pazienti in cui la terapia medica non è sufficiente o hanno fallito le tecniche ablative anche per motivi tecnici relativi al fatto che esistono materiali protesici all’interno delle strutture cardiovascolari, si pone indicazione alla chirurgia per trattare queste aritmie. Nel nostro centro, da circa 10 anni, si è sviluppato un programma di chirurgia delle aritmie sia di tipo sopraventricolare, sia di tipo ventricolare. Qui vengono trattati pazienti con tachiaritmia sopraventricolare, pazienti con flutter o fibrillazione atriale anche se, recentemente, abbiamo sviluppato anche tecniche di tipo ablativo attraverso la crioablazione di aritmie di tipo ventricolare. Sono proprio queste le forme aritmiche più gravi e rischiose per il paziente e quindi la prima causa di morte improvvisa.

Questi soggetti vengono da noi studiati, in collaborazione con gli elettrofisiologi, e viene ideato per loro un programma terapeutico chirurgico che prevede appunto lo studio elettrofisiologico pre-operatorio, l’ablazione intra-operatoria e, a distanza di sei mesi, un nuovo studio elettrofisiologico per vedere se la terapia chirurgica eseguita ha avuto effetto o meno”.

“I primi risultati - conclude il dott. Giamberti - sono estremamente incoraggianti e, attualmente, stiamo preparando alcune pubblicazioni scientifiche al riguardo che ne dimostrano l’efficacia”.

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