La ricerca di GSD Foundation e IRCCS Policlinico San Donato premiata ai Bandi di Fondazione Cariplo 2018

GSD Foundation, la fondazione del Gruppo ospedaliero San Donato dedicata alla promozione della ricerca scientifica nel campo delle scienze biomediche, ha vinto uno dei Bandi di Fondazione Cariplo 2018 della categoria“Giovani Ricercatori”. Il progetto di ricerca sarà svolto all’interno del Laboratorio di Cellule Staminali per l’Ingegneria Tissutale dell’IRCCS Policlinico San Donatodal team composto dai dottori Marco Piccoli Andrea Ghiroldi, guidati dal professor Luigi Anastasia. Il progetto intende studiare i meccanismi molecolari responsabili della risposta del miocardio al “danno da ischemia e riperfusione”, un fenomeno generato nelle coronarie al ripristino della circolazione dopo un infarto del miocardio.

La cardiologia interventistica ha sviluppato strategie di angioplastica salvavita, ma all’interno del miocardio possono generarsi infiammazione e stress ossidativo, che possono portare alla degenerazione del muscolo cardiaco e allo scompenso. Lo scopo del progetto è quello di comprendere il ruolo dell’enzima sialidasi NEU3 nei meccanismi di difesa delle cellule cardiache e mimarne gli effetti tramite molecole di sintesi, così da individuare una nuova strada per rendere il cuore resistente alle situazioni di ischemia.

Il Laboratorio di Simulazione Computazionale e 3D dell’IRCCS Policlinico San Donato è inoltre parte del team del progetto di Politecnico di Milano, IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e B.E.L. Bioengineering Laboratories, vincitore del Bando Cariplo nell’ambito “Materiali Avanzati”. Il Policlinico San Donato si occuperà di identificare e testare un protocollo clinicovolto a misurare, in pazienti candidati a dialisi, le dimensioni e le proprietà elastiche dei vasi del braccio. Ciò permetterà di progettare innesti di nuova generazioneper collegare le arterie/vene dei pazienti con l’apparecchiatura per l’emodialisi, nonché di scegliere l'innesto ottimale per il singolo paziente. Questi innesti di nuova generazione saranno studiati ad hoc e realizzati in una vasta gamma di dimensioni e proprietà meccaniche, per garantire un accoppiamento ottimale tra essi e i vasi del paziente ed evitare fenomeni nocivi come l’iperplasia neointimale o la trombosi. 

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