La dieta funziona meglio con la calorimetria indiretta

Uno studio dell’IRCCS Policlinico San Donato ha dimostrato che l’uso della calorimetria indiretta massimizza i benefici delle terapie dimagranti. La calorimetria indiretta è una metodica che permette di determinare il dispendio energetico a riposo mediante la misurazione dell’ossigeno consumato e dell’anidride carbonica prodotta durante il periodo di misurazione e consente di individuare eventuali alterazione del metabolismo basale del soggetto, spesso causa di significative alterazioni dello stato nutrizionale (incremento o calo di peso). Una dieta basata sulla calorimetria indiretta, piuttosto che sulla previsione del consumo calorico, favorisce la perdita di peso nei pazienti obesi o in sovrappeso. Ciò è quanto emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Acta Diabetologica, eseguito all’interno dell’Area di Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell’IRCCS Policlinico San Donato, diretta dal professor Livio Luzi.

Obiettivo dello studio osservazionale è stato quello di confrontare le variazioni di peso e le variazioni dei parametri metabolici all’interno di due gruppi composti da persone in sovrappeso e da soggetti obesi.

È stata effettuata un’analisi retrospettiva su 355 pazienti, uomini e donne, dell’Area di Endocrinologia e Malattie Metaboliche: la dieta è stata prescritta per 215 di loro sulla base di un dispendio energetico a riposo (REE) misurato dalla calorimetria indiretta e per i restanti 140 sulla base di un REE stimato dallo specialista attraverso un’equazione predittiva (metodo Harris-Benedict).

Una significativa diminuzione del peso corporeo è stata osservata nel gruppo che si è sottoposto alla calorimetria indiretta. In entrambi i gruppi, invece, è stata rilevata un’importante diminuzione relativamente ai parametri metabolici. Per la prima volta, questo studio suggerisce un ricorso sistematico alla calorimetria indiretta nei trattamenti di riduzione del peso. Infatti, le formule predittive, nonostante siano più facili da applicare e più usate, sono caratterizzate da un inferiore grado di precisione nella valutazione del dispendio energetico a riposo. 

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