Diabete e fumo: un mix letale per la salute

Il diabete e il fumo sono due importanti fattori di rischio cardiovascolare che insieme creano un mix letale per la salute. Ne parliamo con il professor Livio Luzi, direttore dell’Area di endocrinologia e malattie metaboliche, e la dottoressa Loredana Bonisolli, specialista in Endocrinologia e malattie metaboliche, dell’IRCCS Policlinico San Donato. 

Il fumo fa male, lo sappiamo. Ma perché nei pazienti diabetici è ancora più dannoso?
“Fumo e diabete insieme sono un mix deleterio per la salute del paziente. Basti pensare che il rischio di trombosi e di aterosclerosi è notevolmente aumentato nei soggetti diabetici che non smettono di fumare. Infatti, le due condizioni associate, quella cioè di diabete e fumo di sigaretta, agiscono in modo sinergico. Oltre a causare numerose patologie respiratorie, il fumo di sigaretta favorisce i processi degenerativi dei vasi sanguigni. I diabetici quindi non devono fumare o dovrebbero smettere appena si scoprono tali”.

Cosa succede al corpo di un diabetico quando si accende una sigaretta? 
“Il diabete rappresenta, di per sé, un fattore di rischio cardiovascolare e l’associazione con il fumo ne potenzia l’effetto. Infatti, un paziente diabetico soffre di uno stato di ipercoagulabilità del sangue (anomalia della coagulazione del sangue che aumenta il rischio di trombosi). Le sostanze contenute in una sigaretta provocano, a loro volta, aumento dell’aggregazione piastrinica, vasospasmo (contrazione della parete dei vasi) e riduzione del flusso sanguigno, danno della parete dei vasi per accumulo locale di carbossiemoglobina e di monossido di carbonio. Infine, i soggetti fumatori presentano un profilo lipidico (i grassi che circolano nel sangue, ma non solo) che favorisce l’aterosclerosi con aumento del colesterolo totale, dei trigliceridi e delle lipoproteine a bassissima densità Vldl (Very Low Density Lipoprotein) e riduzione delle lipoproteine ad alta densità Hdl (High Density Lipoprotein, il colesterolo “buono”, ndr): un quadro, questo, che va ad aggiungersi a quello, molto simile, spesso osservabile nel paziente diabetico”. 

Quali sono i rischi e le complicanze legate al fumo?
“Molti studi, in particolare il Framingham Study, hanno mostrato una relazione tra fumo e coronaropatia e arteriopatia obliterante (malattia occlusiva delle arterie). Oltre alla nicotina, il fumo di sigaretta contiene oltre 4.000 costituenti noti, inclusa una grande quantità di radicali liberi e molecole pro-ossidanti e, pertanto, gli elevati livelli di stress ossidativo provocati dal fumo sono in grado di influenzare lo sviluppo e la progressione della malattia aterosclerotica. Nei diabetici fumatori, c’è maggior rischio di ammalarsi di altre patologie, e di morte prematura, associate alle complicanze macroangiopatiche come, ad esempio, le malattie cardiovascolari quali infarto del miocardio e ictus cerebrale. Inoltre, il fumo di sigaretta svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo (la patogenesi) delle complicanze microvascolari, che interessano cioè i piccoli vasi come la retinopatia, la nefropatia e la neuropatia. Pertanto, come detto, gli operatori sanitari devono consigliare a tutte le persone con diabete di smettere al più presto di fumare”.

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