Attività fisica post intervento cardiovascolare: un buon programma di allenamento

L’allettamento, la riduzione dell’attività connessa alla ospedalizzazione, l’intervento cardiochirurgico e la patologia cardiaca di base sono all’origine della sensazione di debolezza nella fase post-operatoria. Un programma di attività fisica regolare è fortemente consigliato alla luce di una serie di documentati benefici, tra cui: miglioramento della forza muscolare; miglioramento dell’efficacia del sistema cardiovascolare; aumento progressivo della soglia di affaticamento; miglioramento dell’equilibrio e della mobilità articolare; miglioramento a livello psicologico; mantenimento del tono muscolare e della postura; aumento del consumo calorico, favorendo il controllo del peso corporeo. Il programma di attività fisica deve possedere alcune caratteristiche: la frequenza, l’intensità, il tipo di attività fisica, il riscaldamento, il condizionamento e il defaticamento”.                                          

“La frequenza - continua - si riferisce a quanto spesso deve essere praticata l’attività fisica. In ospedale, viene in genere incentivato il cammino all’interno del reparto anche più volte al giorno, su tratti brevi. Man mano che le condizioni generali migliorano, l’attività fisica viene proposta, passando poi alla palestra, per intervalli di tempo più prolungati. L’obiettivo a breve termine è camminare circa 6 volte al giorno e a lungo termine 1 o 2 volte al giorno, percorrendo tratti sempre più lunghi.

L’intensità si riferisce a quanto l’esercizio fisico deve sollecitare il cuore e l’organismo nel suo insieme. Per misurare l’intensità dello sforzo fisico vengono utilizzati diversi strumenti: quello più semplice utilizza una scala 1 a 10. L’obiettivo è quello di camminare con un ritmo moderato-sostenuto (livello 3-4 sulla scala). Man mano che le capacità miglioreranno, sarà necessario camminare a passo sempre più veloce per raggiungere lo stesso grado di affaticamento.

Per quanto riguarda il tipo di attività fisica, il cammino è il tipo di esercizio più pratico e fattibile. Si tratta di un esercizio fisiologico, non necessita di un particolare equipaggiamento e può essere praticato tutti i giorni. Man mano il livello di allenamento migliorerà, sarà possibile percorrere distanze sempre più lunghe. Un buon obiettivo a lungo termine è camminare per 20-30 minuti in continuo al giorno. L’attività fisica deve essere iniziata in maniera graduale, in modo tale da aumentare progressivamente la risposta respiratoria, la frequenza cardiaca e la temperatura corporea.

Il riscaldamento migliora la flessibilità delle articolazioni e riduce la rigidità e il senso di fastidio ai muscoli. Gli esercizi utili nella fase di riscaldamento sono lo stretching e gli esercizi di mobilità articolare e attività di intensità ridotta.

Il condizionamento è la fase centrale della sessione di attività fisica, quella in cui si bruciano più calorie e a cui si deve il maggior beneficio cardiovascolare”.

Il defaticamento - conclude il dott. Roberto Tramarin - permette il ritorno graduale allo stato di riposo. Alla fine della fase di condizionamento, è consigliabile camminare a passo lento, fare di nuovo stretching ed esercizi di mobilità articolare per qualche minuto”.

 

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